Descrizione
Nel quadro delle politiche giovanili promosse dal Comune di Cesena, il contrasto alla dispersione scolastica rappresenta oggi una delle priorità su cui l’Amministrazione comunale e Asp Cesena Valle Savio stanno investendo con continuità, attraverso un lavoro integrato che coinvolge scuola, servizi sociali e territorio. Un impegno che si sviluppa attraverso più azioni coordinate e complementari, con l’obiettivo di rafforzare la comunità educante e intercettare precocemente le situazioni di fragilità tra gli adolescenti.
In questo contesto si inserisce ‘Savana’, progetto attivato all’interno dell’Educativa di Strada del Comune di Cesena, gestita da Asp Cesena Valle Savio. Il progetto nasce nel 2023 a seguito di una riflessione maturata dagli operatori sul territorio di fronte a un fenomeno sempre più evidente anche a livello nazionale: la crescita della dispersione scolastica.
L’osservazione continuativa degli spazi urbani aveva infatti messo in luce un dato significativo: la presenza di adolescenti nei luoghi pubblici della città durante le fasce mattutine, in pieno orario scolastico. Non si trattava soltanto di casi di abbandono formale, ma anche di frequenze irregolari, ingressi posticipati, assenze ripetute e di un progressivo disinvestimento dal percorso formativo. Da questa constatazione è nata l’esigenza di strutturare un intervento mirato, capace di intercettare i giovani prima che il distacco dalla scuola diventasse definitivo. Nel tempo il progetto si è consolidato, evolvendo fino all’attuale configurazione di Savana 3.0, inserita nel programma ‘Comunità educante integrata – La città si fa scuola’, finanziato nell’ambito di ATUSS Cesena 2030, come intervento sperimentale di contrasto alla dispersione scolastica basato su un approccio sistemico e multilivello.
Alla base dell’azione vi è una lettura della dispersione scolastica non come un evento improvviso, ma come l’esito di un processo complesso, spesso caratterizzato da una progressiva rottura del legame educativo tra studente e istituzione scolastica. Il cosiddetto rigetto scolastico si configura infatti come una dinamica relazionale che coinvolge il ragazzo, la scuola, la famiglia e il contesto sociale, e che può tradursi in comportamenti di opposizione o ritiro.
Il progetto interviene proprio su questa dinamica, ricostruendo il legame educativo nei luoghi di vita quotidiana dei giovani. L’azione si sviluppa attraverso una presenza continuativa degli educatori nei principali spazi di aggregazione informale della città – il Centro commerciale Montefiore, la zona Stazione e la Biblioteca Malatestiana – con tre uscite settimanali in orario mattutino. Nel 2025 sono state realizzate 120 uscite, per un totale di 400 ore di attività, durante le quali gli operatori hanno instaurato relazioni significative con 347 ragazzi.
Accanto alla presenza sul territorio, ‘Savana’ prevede anche l’attivazione di percorsi individualizzati rivolti alle situazioni di maggiore fragilità, sviluppati in stretta collaborazione con le scuole e con i servizi sociali. Centrale è infatti il lavoro di rete con gli istituti scolastici del territorio, elemento che rafforza la capacità di intercettare tempestivamente le situazioni a rischio e di costruire percorsi educativi condivisi.
Nel corso del 2025 sono stati inoltre realizzati otto laboratori scolastici, in collaborazione con l’Associazione Il Pellicano – Binario 5, presso l’Istituto Comandini e l’Istituto Macrelli, per un totale di 106 ore di attività che hanno coinvolto 203 studenti. Parallelamente è attiva una relazione strutturata con tutti gli istituti superiori di secondo grado del territorio, ulteriormente rafforzata dalla collaborazione con la rete degli psicologi scolastici, che consente un confronto costante sui singoli casi e una maggiore integrazione tra intervento educativo, contesto scolastico e servizi.
L’evoluzione più significativa del progetto riguarda il cambio di prospettiva che ne ha guidato lo sviluppo. Se nella fase iniziale l’obiettivo era prevalentemente favorire il rientro nel sistema scolastico dei giovani già in abbandono esplicito, oggi l’azione si concentra in modo più ampio sul conoscere, intercettare e comprendere i ragazzi a rischio di dispersione o già in situazioni di distacco dal percorso formativo, promuovendo relazioni significative e percorsi di sostegno e orientamento coerenti con le loro potenzialità. Si tratta di un passaggio culturale rilevante: dalla gestione dell’abbandono conclamato alla prevenzione del rigetto scolastico, dall’intervento emergenziale alla costruzione di una comunità educante integrata, in cui scuola, servizi e territorio condividono responsabilità e strumenti.